Troppo piccante?

•28 gennaio 2009 • 3 commenti

Un annuncio della Peta è stato censurato negli Stati Uniti, paese dove i bambini portano le armi ma il corpo umano e il sesso sono visti come qualcosa di tabù. Curioso. Io lo trovo assurdo censurare un video che secondo me è originale e ha un messaggio importante. Voi che ne pensate? È troppo piccante per il pubblico?

‘Veggie Love’: PETA’s Banned Super Bowl Ad

Quanto a “i vegetariani fanno un sesso migliore” sto valutando se diventare nuovamente vegetariana o no, almeno negli Usa. Ma non per via dell’affermazione, bensì per il seguente video:

Canta che ti passa

•27 gennaio 2009 • 4 commenti

Rieccomi dopo un lunghissimo silenzio. Dovrei rimediare nei prossimi giorni…ma, aimé, è facile perdersi tra i mille impegni che anziché diminuire aumentano.

Grazie ai miei cari amici a BuzzParadise non sono più MIA. Mi hanno invitato a comporre una playlist  sul sito Dada Music Movement, il che non è certo compito facile perché  scegliere solo 15 brani quando ascolto la musica di continuo è quasi impossibile. Comunque, ci proverò. Se c’è qualcosa che ho capito è che ascolto la stessa musica da anni. A dire la verità è vergognoso e magari con Dada riuscirò a conoscere nuovi artisti.

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Iniziamo.

Ore 7: mi sveglio prestissimo senza capire come sia possibile quando mi corico alle 2. Ma lasciamo perdere. Mi collego e leggo il giornale online con Sunrise (Norah Jones) e Waiting on the world to change (John Mayer) come musica di sfondo.

Ore 8: dopo molto (troppo) tempo perso su Facebook e Hotmail e una spremuta di arance fresche preparata dalla mia mammina che mi vizia, decido che devo controllare la posta su Libero e Gmail. Se ne vanno 2 ore mentre faccio “cose importanti” e ascolto Questa è la mia vita e Gli ostacoli del cuore (Ligabue/Elisa).

Ore 10: ma, quasi quasi mi metterei a lavorare. Ci starebbe un po’ di musica tranquilla come Yellow (Cold Play), Búscame (Rosario Flores) e Then I’ll be smiling (Matt Nathanson) mentre faccio ricerca per il progetto del giorno.

Ore 13: ora di pranzo. Ma con questo sole e 20° ho proprio voglia di stirare le gambe (e sì ragazzi, l’inverno non è ancora arrivato qua). Mi faccio una bella corsa (a maniche corte!) con il mio iPod e la playlist importata: Eclipse e Otra Realidad (Beth), Si empieza a llover (Miranda Warning), Beautiful Day (U2), Puedes contar conmigo e Geografia (Oreja de Van Gogh).

Silenzio (purtroppo). Mica posso tradurre farmacocinetico quando mi cantano nell’orecchio.

Ore 20: Basta. Non ne posso più. Devo staccare. Il computer lo tirerei dalla finestra, ma domani mi servirà di nuovo. Metto un po’ di musica perché sì, perché mi piace e ho voglia di cantare (NB. volume al massimo per non sentire la mia voce stonata). Sistemo la stanza un po’ prima di cenare (o almeno faccio finta di fare qualcosa di utile) e canto per sfogarmi: Estate (Negramaro), Son mis amigos (Amaral) e You and me (Lifehouse).

Ore 02: Vado a dormire va. Ma prima serve un brano per rilassarsi: Come away with me (Norah Jones).

Buonanotte.

une petite surprise de Luxembourg dans ma boîte

•11 dicembre 2008 • 2 commenti

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merci ma pouce…me ha hecho y me sigue haciendo mucha ilusión. Es un detallazo. Un beso.

Single a tavola

•11 novembre 2008 • Lascia un commento

Guarda il video

Non parla a mio nome

•11 novembre 2008 • 1 commento

E dove saremo senza Berlusconi che fa una figuraccia con le sue battute assurde? In un mondo migliore.

Si è creato un nuovo sito Web www.notspeakinginmyname.com contro le parole offensive del primo ministro italiano. Sono anche nati diversi gruppi su Facebook contro il caimano. Può darsi che lui abbia solo cercato di dire una cosa carina e far ridere, ma secondo me dovrebbe mantenere una certa serietà come leader di un paese e pensarci due (o dieci) volte prima di parlare. Non è la prima volta che fa una gaffe.

Tu che ne pensi?

Presidenziali USA 2008

•5 novembre 2008 • Lascia un commento

La maratona elettorale è giunta alla fine.

Eh finalmente! I democratici hanno vinto! Speriamo che le cose migliorino poco a poco…

Certo che non sarà facile e ci vorrà più di un giorno o un mese, ma il primo passo è stato fatto.

palestrando

•3 novembre 2008 • 3 commenti

È una settimana  palestrale.  Oggi, grazie al passaparola, ho provato ancora un’altra palestra. Mi ci ha portato una mia amica ed è la prima volta che vedo lo schermo personale su ogni macchina. Non so se è una cosa normalissima ma per me è una novità. È come prendere l’aereo per un volo intercontinentale dove ti trovi lo schermo sulla poltrona davanti.

Questo schermo ti permette di scegliere le impostazioni del tapis rolant, della cyclette, del simulatore di gradini, dell’ellittica, ecc. oltre a scegliere tra diversi canali televisivi, la radio, iTunes (non so come funzioni perché non avevo portato il mio)… Ha un ventilatore personale e altre opzioni che non ricordo ormai.

Non ti vuoi perdere la partita? Adesso non c’è scusa per non dedicare qualche momento della tua giornata al fitness. E non devi sopportare la musica rap che qualcun altro ha deciso di mettere. Tu scegli tutto e ascolti con le cuffie. Che lusso.

insopportabile 2: il tour

•2 novembre 2008 • 3 commenti

Eccomi di nuovo per la seconda puntata. Superata la sfida telefonica, ho finalmente avuto il (dis)piacere di conoscere Mr Jay di persona, il mio amico della palestra.

Arrivo e mi saluta con una voce esageratamente emozionata: “Lusia! Comment-allez vous?” Rispondo in francese che sto bene e gli chiedo come sta. Risposta: “mi spiace, non so dire altro in italiano.” Cosa?! Aiuto…

Lasciamo perdere. Iniziamo il tour. Comincia a parlare e sembra un disco rotto: ripete le stesse cose dette per telefono. “Questa è una palestra seria, non è una macelleria dove i ragazzi vengono per la preda (ragazze)… passa una bionda e noto che lo sguardo del mio amico si perde su di lei, ma continua a parlare. Ma pensa te! Com’è bravo! Riesce a fare due cose simultaneamente…bla, campo di basket, bla, corsi, eventi, se vuoi l’acqua puoi chiamare le hostess…asciugamani caldi, l’unica cosa che ti mancherà qua è” – “lo spazzolino” interrompo io prima che finisca la frase.

“Ah, te l’avevo già detto?” “Sì”, rispondo, con poco entusiasmo. Poi continua a parlare dei personal trainer, dei programmi personalizzati per gli anziani perché, chiaro, loro hanno problemi di salute e non possono fare quello che una persona giovane è in grado di fare (scusa, ma che me ne frega? Ovviamente non ha ancora pensato a personalizzare il suo discorso), parla del fatto che non fanno pubblicità; se si iscrivono 3 nuovi membri al mese è felice (ma allora perché sta facendo di tutto per convincermi che io voglia diventare membro? non dovrebbe bastare la palestra in sé per convincermi se poi è così eccezionale come sostiene?)…insomma, un disco rotto che ripete le stesse cose. “Al primo piano abbiamo un teatro, un pub privato (tiene a specificare che solo i soci lo possono frequentare: è esclusivo, uomini d’affari, il sindaco, le star [chiaro]), una sala per conferenze nel caso volessi organizzare una riunione con la mia azienda qua (cosa? gli avevo già detto che ero appena arrivata e cercavo lavoro ma lui non se lo ricordava [si vede che è un bravo venditore e capisce i bisogni del suo potenziale cliente] e non sa nemmeno di cosa mi occupo!). Mi chiede se sono mai andata in palestra. “Non a San José”, dico. “Eh già! Dov’eri che non me lo ricordo”. A dir la verità non gliel’avevo ancora detto ma rispondo “Lussemburgo“. “E dov’è?” mi pone una domanda normalissima; molte persone non lo sanno. “Al sud del Belgio, tra la…” “Ah sì! Accanto alla Calabria!”

WHAT? “No, quella è la Si…” “Calabria è una piccola città, vero?” “A dir la verità è una regio…” “Sai ci voglio proprio andare! Dicono che è bella”. E continua a parlare… e io: “Mi scusi, ma ho un appuntamento tra mezz’ora” (aveva già parlato lui per una buona mezz’ora senza che io riuscissi a dire una frase intera, senza che io mostrassi un minimo d’interesse…). Nessun problema. Mi porta su a vedere il teatro, le sale, il pub…

“È come in Italia!” mi fa quando mi fa vedere il teatro. E come lo sa se non ci è mai stato? Ha visto qualche foto? Non è come in Italia. Mi ricordo ancora quando un mio cugino è venuto dalla Sicilia a trovarci e toccando un pilastro del Duomo si è deluso perché era vuoto, altro che marmo! E tutta ’sta bellezza è gratis per i soci, basta prenotare la sala o il pub con una settimana di anticipo. I non membri potranno pagare fino ai 10.000 dollari. Comunque, ammetto che le sale sono belle, il pub carino e tutto sommato la palestra è spettacolare (soprattutto lo spogliatoio femminile!…non essere malizioso! ma sembra uno spogliatoio hollywoodiano completo con sauna, piccola piscina, jacuzzi, specchi, luci ecc.). Ma io volevo solo fare esercizio, non pagare per tutti questi vantaggi addizionali che non mi servono.

D’accordo…parliamo di cose serie: i soldi. Quanto costa? 500 per l’iscrizione. 80 per il controllo di eventuali precedenti penali. 200 per il primo e l’ultimo mese, quindi 400. In tutto: 980 scudi. Una bella somma. Ma, per me, una VIP, una persona raccomandata (da chi? da lui?), 227. I primi 10 giorni gratis e se non sono soddisfatta mi rimborsano tutto. Ma se i primi 10 giorni sono gratis per provarla perché devo pagare mo? Paga con carta o contanti? Mi invento una scusa: la carta non me la porto in giro e non uso avere 200 dollari in tasca. Posso portare i moduli a casa e riempirli? No, tranquilla, mi fa. Ti chiamo domani e mi puoi dire tutto per telefono. Perché non me li posso portare a casa e leggerli bene prima di firmare? Qualcosa mi puzza.

Te lo puoi scordare! E poi mica sto qua per mesi e mesi per giustificare un impegno così. Preferisco correre sotto la pioggia. Il tizio mi prepara una cartella di informazioni su corsi di yoga ecc., eventi che organizzano o sponsorizzano. Tra i volantini vedo uno di “The Toreador”. “Ah!” faccio “el torero!”, contenta di aver visto qualcosa di spagnolo. “Sì”, mi fa “italiano!”

Ma questo qua esiste davvero?

Il giorno successivo mi chiama. Non ci sono. Miracolosamente si ricorda di chiamarmi e si ricorda chi sono stavolta che si tratta di soldi. Chiama una seconda volta e idem. Lo richiamo ma non c’è e gli lascio un messaggio per dirgli che non mi interessa. Mi richiama quando non ci sono. Ma che gliene frega? Non sono VIP né avvocato né star né interessata. Si vede che per il mese di ottobre non hanno raggiunto la quota di 3 nuovi iscritti.

Conclusione: sarà il prodotto del suo ambiente. Farà finta di sapere tutto e di essere amico di tutti per cercare di entrare in confidenza con i VIP ma incarna precisamente quello che non sopporto: la falsità e la gente superficiale e snob. Tu che ne pensi? Il Lussemburgo è accanto alla Calabria?

Dolcetto

•31 ottobre 2008 • 2 commenti

Sotto sotto sono come una bambina di cinque anni e mi emoziono all’idea di vestirmi in costume.

Ho preparato qualche dolcetto con i bimbi e domattina, sempre se non piove, andremo a fare un giro al centro (loro muniti di una fodera del cuscino per accumulare tutti i dolcetti che riescono a portare) visto che le commesse regalano le caramelle…

insopportabile

•30 ottobre 2008 • 2 commenti

Se c’è una cosa che non sopporto è la falsità, la superficialità (welcome to California: dove le bionde non sono veramente bionde e le parole sono di burro [grazie Carmen Consoli]). E proprio oggi ho avuto la fortuna di conoscere una di quelle persone che non posso vedere. Ma, d’altronde, me l’aspettavo da uno che vuole che io mi iscriva alla sua palestra; mi era già successo alla 24Hour Fitness. Solo che questo qua è uno dei venditori più insopportabili che io abbia mai conosciuto. Ma non solo. È anche pessimo, fa male il suo lavoro! (OK, ne avrò conosciuti solo 3 o 4 venditori in vita mia, ma non importa :) )

Ma, iniziamo da capo. Mi arriva un volantino della San José Athletic Club nella posta per provare questa palestra durante una settimana. È da un po’ che non mi alleno e ho proprio voglia di riprendere un ritmo più salutare, di fare più esercizio. E poi mia madre si sta stancando di preoccuparsi perché continuo ad insistere che io voglio camminare all’ufficio postale o alla banca, invece di prendere la macchina. Mi ricorda che la macchina è lì alla mia disposizione e che non siamo in Italia. (Ma mi piace camminare…cammino per piacere, per riflettere, per muovermi, per…molti motivi. Ma sto partendo per la tangente…questo è un discorso che magari riprenderò più avanti.) Così camminerò sul tapis roulant e saremo tutti contenti e salvi (scherzo, preferisco mille volte il sole e l’aria fresca in faccia). (C’è da dire che oggi incontro un tipo losco per strada alle 15 e mi ricordo che, aimé, non sono in Italia né tantomeno a Lussemburgo, la gente normale di qua non cammina, ha la macchina, ma ormai tutto il mondo è paese e la gente losca c’è dappertutto.) Ritornando al discosro: chiamo per informarmi e parlo con questo tizio della palestra. Mi fa una testa così, dicendomi che solo i VIP ci vanno: il sindaco, i giornalisti, gli avvocati più importanti, i pezzi grossi, le star che arrivano per le commedie al San Jose Center for the Performing Arts; che loro non usano fare pubblicità perché non ne hanno bisogno (meno questi volantini che mandano a zone come Willow Glen “il cosiddetto 90210 di San Jose secondo alcuni”); che mi farà un favore, un bello sconto perché anch’io sono VIP , perché può capire che sono una persona seria che si integrerebbe bene alla famiglia (mi contamina con i suoi burrismi e mi scappa una risatina falsissima quando ci vuole). Mi dice che hanno e fanno tutto: Sale eleganti sia per grandi feste sia per conferenze, un pub interno, eventi esclusivi, un teatro, una piscina enorme, corsi, sauna, jacuzzi, massaggiatori, tutto di tutto, più la palestra più completa che ci sia, e, perfino gli asciugamani caldi e le hostess che te li portano (basta chiamarle da uno dei tanti punti telefonici!) Ma si dimentica che sta parlando con una 26enne, non un businessman, e che me ne può fregare? Mi dice che questa è una palestra esclusiva, dove vanno gli uomini d’affari, che questa non è una macelleria (usa proprio questa parola) dove gli uomini vengono con gli occhi affamati per cercare la preda (e meno male perché tutte le palestre che ho visto fin’ora, meno quella a Siviglia dove lavoravo, sono così [comunque non ci credo]). Qua siamo una famiglia piccola, mi dice, avrai di tutto, sarai trattata come una star, e l’unica cosa che ti mancherà è lo spazzolino.

Ma prima ancora si mette a parlare dell’Italia, almeno ha già capito qualcosa dal mio nome. E mi chiede se conosco la Calabria. Certo, gli faccio, mia madrina è calabrese e ci sono stata. Lui è italiano. Il nonno del suo ginocchio era calabrese. E lui ne parla come se la conoscesse, ma poi scopro che non è così. Chiaro, è un venditore. Vuole diventare il mio amico. Ma cavolo, potrei dargli qualche lezione su come vendere alle persone normali e non false.

Mi chiede quando ci possiamo incontrare e gli dico che vorrei andare alla lezione di yoga delle 7 l’indomani. Ma lui a quell’ora non c’è. No problem. Mi farà trovare il pass con la receptionist e mi chiamerà in giornata per organizzare il tour e l’orientamento. D’accordo.

Mi presento alle 7 di lunedì mattino, ma il receptionist non trova questo pass. Il mio compare se ne sarà dimenticato. Accidenti, e io che non mi ricordo più il suo nome. Come faccio a cavarmela e dire che “X mi ha detto di venire tranquillamente e che mi avrebbe preparato un pass” se non mi ricordo nemmeno come si chiama? Vedo un post-it sulla scrivania con il nome Jay sopra…è lui, ora me lo ricordo. Che culo e giusto in tempo. Come se niente fosse dico che lui mi ha detto di venire, la parola magica. Il receptionist mi lascia passare.

Torno a casa e lui non mi chiama. Alle 18 gli lascio un messaggio, stupita perché questo qua era così insistente per farmi venire a conoscere la palestra e iscrivermi quando ci eravamo sentiti per telefono. Volevo andare a pilates martedì mattino ma non posso perché non ho fatto il tour. Passa martedì e non chiama. Chiamo di nuovo. Finalmente lo becco. Ma fa tanta confusione che capisco che non sa con chi cavolo stia parlando. Chiede scusa, non aveva capito il messaggio che avevo lasciato lunedì, l’ha anche riascoltato più volte e non ha capito chi stesse chiamando. Mi aveva preso per un’altra e ha richiamato lei. Bugia perché io avevo lasciato il mio nome E il mio numero di telefono. Dice che c’è una ragazza con un nome simile (ha perfino inventato un nome simile al mio come se il mio nome fosse un nome comunissimo e suonasse come Jane Doe!!) e lo STESSO numero? Curioso. Ma sinceramente cosa mi cambia? Nulla. Io voglio solo andare in palestra, mica cerco un amico. Gli do il mio nome di nuovo e fissiamo l’appuntamento per mercoledì sera (mannaggia, volevo andare a yoga mercoledì mattino). Pazienza.

Mercoledì mattino. Ricevo una chiamata dal mio amico. “Ehi, Lusía (è italiano, si vede) non ti ho più sentita. Pensavo che dovevamo fissare un appuntamento per fare il tour…” Mado. “Eh già”, gli faccio, “ci siamo sentiti ieri sera…dovevi chiamarmi lunedì ma alla fine non ti ho più sentito e ti ho lasciato un messaggio lunedì sera, idem martedì e ti ho chiamato martedì sera e abbiamo fissato un appuntamento per stasera…” ci è rimasto di mer£$? Magari per un attimo solo. Dopotutto i venditori non si vergognano…Ma si è ripreso subito (secondo lui?). “Ah, vero! Hai ragione! Scusa, ma me ne ero dimenticato. Ieri sera ho lavorato fino a tardi e non ho dormito molto.” Balle. Ma questo qua esiste davvero? Si occupa delle relazioni pubbliche? Uno bravo come lui? Mi chiedo che nome avesse scritto in agenda…

prossima puntata: il tour
Non mancare perché promette essere ancora più interessante…