Se c’è una cosa che non sopporto è la falsità, la superficialità (welcome to California: dove le bionde non sono veramente bionde e le parole sono di burro [grazie Carmen Consoli]). E proprio oggi ho avuto la fortuna di conoscere una di quelle persone che non posso vedere. Ma, d’altronde, me l’aspettavo da uno che vuole che io mi iscriva alla sua palestra; mi era già successo alla 24Hour Fitness. Solo che questo qua è uno dei venditori più insopportabili che io abbia mai conosciuto. Ma non solo. È anche pessimo, fa male il suo lavoro! (OK, ne avrò conosciuti solo 3 o 4 venditori in vita mia, ma non importa
)
Ma, iniziamo da capo. Mi arriva un volantino della San José Athletic Club nella posta per provare questa palestra durante una settimana. È da un po’ che non mi alleno e ho proprio voglia di riprendere un ritmo più salutare, di fare più esercizio. E poi mia madre si sta stancando di preoccuparsi perché continuo ad insistere che io voglio camminare all’ufficio postale o alla banca, invece di prendere la macchina.
Mi ricorda che la macchina è lì alla mia disposizione e che non siamo in Italia. (Ma mi piace camminare…cammino per piacere, per riflettere, per muovermi, per…molti motivi. Ma sto partendo per la tangente…questo è un discorso che magari riprenderò più avanti.) Così camminerò sul tapis roulant e saremo tutti contenti e salvi (scherzo, preferisco mille volte il sole e l’aria fresca in faccia). (C’è da dire che oggi incontro un tipo losco per strada alle 15 e mi ricordo che, aimé, non sono in Italia né tantomeno a Lussemburgo, la gente normale di qua non cammina, ha la macchina, ma ormai tutto il mondo è paese e la gente losca c’è dappertutto.) Ritornando al discosro: chiamo per informarmi e parlo con questo tizio della palestra. Mi fa una testa così, dicendomi che solo i VIP ci vanno: il sindaco, i giornalisti, gli avvocati più importanti, i pezzi grossi, le star che arrivano per le commedie al San Jose Center for the Performing Arts; che loro non usano fare pubblicità perché non ne hanno bisogno (meno questi volantini che mandano a zone come Willow Glen “il cosiddetto 90210 di San Jose secondo alcuni”); che mi farà
un favore, un bello sconto perché anch’io sono VIP , perché può capire che sono una persona seria che si integrerebbe bene alla famiglia (mi contamina con i suoi burrismi e mi scappa una risatina falsissima quando ci vuole). Mi dice che hanno e fanno tutto: Sale eleganti sia per grandi feste sia per conferenze, un pub interno, eventi esclusivi, un teatro, una piscina enorme, corsi, sauna, jacuzzi, massaggiatori, tutto di tutto, più la palestra più completa che ci sia, e, perfino gli asciugamani caldi e le hostess che te li portano (basta chiamarle da uno dei tanti punti telefonici!) Ma si dimentica che sta parlando con una 26enne, non un businessman, e che me ne può fregare? Mi dice che questa è una palestra esclusiva, dove vanno gli uomini d’affari, che questa non è una macelleria (usa proprio questa parola) dove gli uomini vengono con gli occhi affamati per cercare la preda (e meno male perché tutte le palestre che ho visto fin’ora, meno quella a Siviglia dove lavoravo, sono così [comunque non ci credo]). Qua siamo una famiglia piccola, mi dice, avrai di tutto, sarai trattata come una star, e l’unica cosa che ti mancherà è lo spazzolino.
Ma prima ancora si mette a parlare dell’Italia, almeno ha già capito qualcosa dal mio nome. E mi chiede se conosco la Calabria. Certo, gli faccio, mia madrina è calabrese e ci sono stata. Lui è italiano. Il nonno del suo ginocchio era calabrese. E lui ne parla come se la conoscesse, ma poi scopro che non è così. Chiaro, è un venditore. Vuole diventare il mio amico. Ma cavolo, potrei dargli qualche lezione su come vendere alle persone normali e non false.
Mi chiede quando ci possiamo incontrare e gli dico che vorrei andare alla lezione di yoga delle 7 l’indomani. Ma lui a quell’ora non c’è. No problem. Mi farà trovare il pass con la receptionist e mi chiamerà in giornata per organizzare il tour e l’orientamento. D’accordo.
Mi presento alle 7 di lunedì mattino, ma il receptionist non trova questo pass. Il mio compare se ne sarà dimenticato. Accidenti, e io che non mi ricordo più il suo nome. Come faccio a cavarmela e dire che “X mi ha detto di venire tranquillamente e che mi avrebbe preparato un pass” se non mi ricordo nemmeno come si chiama? Vedo un post-it sulla scrivania con il nome Jay sopra…è lui, ora me lo ricordo. Che culo e giusto in tempo. Come se niente fosse dico che lui mi ha detto di venire, la parola magica. Il receptionist mi lascia passare.
Torno a casa e lui non mi chiama. Alle 18 gli lascio un messaggio, stupita perché questo qua era così insistente per farmi venire a conoscere la palestra e iscrivermi quando ci eravamo sentiti per telefono. Volevo andare a pilates martedì mattino ma non posso perché non ho fatto il tour. Passa martedì e non chiama. Chiamo di nuovo. Finalmente lo becco. Ma fa tanta confusione che capisco che non sa con chi cavolo stia parlando. Chiede scusa, non aveva capito il messaggio che avevo lasciato lunedì, l’ha anche riascoltato più volte e non ha capito chi stesse chiamando. Mi aveva preso per un’altra e ha richiamato lei. Bugia perché io avevo lasciato il mio nome E il mio numero di telefono. Dice che c’è una ragazza con un nome simile (ha perfino inventato un nome simile al mio come se il mio nome fosse un nome comunissimo e suonasse come Jane Doe!!) e lo STESSO numero? Curioso. Ma sinceramente cosa mi cambia? Nulla. Io voglio solo andare in palestra, mica cerco un amico. Gli do il mio nome di nuovo e fissiamo l’appuntamento per mercoledì sera (mannaggia, volevo andare a yoga mercoledì mattino). Pazienza.
Mercoledì mattino. Ricevo una chiamata dal mio amico. “Ehi, Lusía (è italiano, si vede) non ti ho più sentita. Pensavo che dovevamo fissare un appuntamento per fare il tour…” Mado. “Eh già”, gli faccio, “ci siamo sentiti ieri sera…dovevi chiamarmi lunedì ma alla fine non ti ho più sentito e ti ho lasciato un messaggio lunedì sera, idem martedì e ti ho chiamato martedì sera e abbiamo fissato un appuntamento per stasera…” ci è rimasto di mer£$? Magari per un attimo solo. Dopotutto i venditori non si vergognano…Ma si è ripreso subito (secondo lui?). “Ah, vero! Hai ragione! Scusa, ma me ne ero dimenticato. Ieri sera ho lavorato fino a tardi e non ho dormito molto.” Balle. Ma questo qua esiste davvero? Si occupa delle relazioni pubbliche? Uno bravo come lui? Mi chiedo che nome avesse scritto in agenda…
prossima puntata: il tour
Non mancare perché promette essere ancora più interessante…